Riporto di seguito la lettera al Direttore del
Corriere della sera scritta da Amos Luzzatto, ex presidente dell'Unione delle comunità
ebraiche italiane, e pubblicata dal quotidiano del 31 dicembre 2012, a pag. 17.
E' in ricordo di Rita Levi Montalcini della quale
scopriamo notevoli capacità da mediatore...
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"Caro Direttore,
ho avuto alcune piacevoli
occasioni di incontrare Rita Levi Montalcini, in parche cene nel corso delle
quali abbiamo scambiato gradite notizie, su comuni conoscenti Luzzatto, ben più
importanti di me.
Sono stato colpito dalla straordinaria dolcezza che
emanava dai suoi occhi e dall'interesse sincero che mostrava, lei, scienziata
famosa, per le esperienze di vita degli altri, per i loro pensieri, i loro
problemi, le loro speranze. Conversando non faceva affermazioni, ma
prevalentemente domande. Mi sono però reso conto che l'arte di porre domande
non è molto comune: mentre la guardavo e cercavo di rispondere non potevo fare
a meno di chiedermi se non fosse stato questo il suo metodo scientifico, in
altre parole sapere formulare le domande corrette; pochi lo sanno fare. Mentre
le rispondevo mi accorgevo che stavo imparando io da me stesso, dalle mie
esperienze, dalla mia vita passata. Era questo il prezioso insegnamento di una
originale ricercatrice, direi quasi il suggerimento di un metodo.
Ho imparato da lei una grande lezione: saper essere
fedeli alla propria spinta intellettuale e riuscire a restare nel solco della
ricerca scientifica, anche quando un regime demagogico e repressivo ha voluto
nel 1938 escluderla facendo violenza alla sua stessa natura. Questa è stata la
sua forma di resistenza, che mi costringeva a chiedermi se al suo posto avrei
saputo - e se avevo saputo in momenti difficili - fare altrettanto.
Quei nostri brevissimi dialoghi sono stati per me
una vera spinta a una sorta di autoanalisi. Ma ho anche capito che un vero
scienziato è quello che apre strade nuove senza mai pretendere di percorrerle
da solo, anzi godendo se l'albero delle sue scoperte fruttifica e allarga a
nuovi temi e a nuovi scienziati la spinta che deriva dai suoi sforzi, dai suoi
sacrifici, dai suoi stessi insegnamenti. Tutto questo da alcuni incontri
conviviali? Può apparire strano, ma è stato così; ed è stato così che io,
chirurgo, ho potuto allargare il mio orizzonte dal rapporto medico-paziente e
dalla Sala operatoria a un modestissimo e limitato angolo del più vasto sapere
biologico. Grazie, Rita, sorella maggiore e Maestra indimenticabile”.
Ringrazio Carola per il suggerimento…
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