Ieri ho visto l’ultimo film di Carlo Verdone (Sotto una buona stella) e, a parte le impressioni sul film - a mio avviso carino ma non all’altezza delle produzioni migliori dell’attore e regista romano, anche recenti - spiccano la storia e, soprattutto, le implicazioni (positive) che riguardano la comunicazione e la mediazione.
All’inizio ero stato interessato dalla trama (un padre che, “nel mezzo del cammin della sua vita…” - o poco più - ed in presa ad una improvvisa crisi economica, si ritrova a convivere con i due figli - ormai ventenni - con cui, praticamente, non aveva un rapporto da anni), ma poi, scena dopo scena, emergono i due argomenti in tutta la loro evidenza.
