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mercoledì 11 aprile 2012

Mediazione: obbligo sconosciuto ai più

La scorsa settimana ho parlato dei risultati del lavoro dell’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione, organizzato a Roma a cura di alcuni Enti promotori. Del rapporto ha parlato anche un articolo di ieri del quotidiano Italia Oggi, in cui si è ribadito che, ad oltre un anno dall'entrata in vigore della mediazione come condizione di procedibilità per alcuni tipi di controversie, questo obbligo resta ancora sostanzialmente poco conosciuto dai cittadini. 

Peraltro, come confermato dal fatto che nel caso di Roma (rappresentativo perchè la Capitale incide per il 10% sul contenzioso totale) solo il 40% degli intervistati ha dichiarato di conoscere la legge sull’”obbligo” di mediazione. Inoltre, le cause iscritte al Tribunale, secondo il rapporto, sono diminuite solo dello 0,60% nel 2011 contro il -9,70% registrato l'anno precedente.  

Oltre a riportare i risultati del rapporto, Italia Oggi riporta anche alcuni dati interessanti sul numero di istanze di mediazione presentate nei primi due mesi del 2012: quasi 8.950 a gennaio e oltre 9.750 a febbraio. Tali dati sono in linea con quelli degli ultimi mesi del 2011. In totale, dal marzo 2011, le domande di mediazione ammontano a oltre 79.500, numeri che purtroppo rimangono ben al di sotto rispetto alle previsioni iniziali fatte dal Ministero (circa 250.000 controversie tra marzo 2011 e marzo 2012).

mercoledì 4 aprile 2012

Secondo rapporto sullo stato dei conflitti nella città di Roma i cittadini e la conciliazione


Qualche giorno fa sono stati pubblicati i risultati del lavoro dell’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione, organizzato a Roma a cura di alcuni Enti promotori, tra cui il Comune, il Tribunale Ordinario, la Provincia di Roma, l’Istituto Regionale di Studi Giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo”, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili di Roma, l’Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, il Consiglio Notarile di Roma, la Camera di Conciliazione di Roma e Lazio Service.

Il rapporto è focalizzato sulla rilevazione del punto di vista dei cittadini romani sulla mediazione dopo un anno dall’entrata in vigore della c.d. “obbligatorietà” della mediazione per alcune tipologie di controversie rispetto a quattro elementi di riferimento: la conoscenza della nuova legge; la propensione dei cittadini ad affidarsi in caso di conflitto ad una procedura alternativa a quella giudiziale; le figure che, secondo i cittadini, dovrebbero svolgere tale ruolo. Target dell’indagine sono stati i cittadini romani che hanno vissuto situazioni di conflitto (contenziosi) di natura pubblica o privata. Le interviste sono state condotte nel periodo 9-22 dicembre 2011. Nel corso dell’indagine sono state contattate circa 10.000 persone, di cui soltanto il 20%, dichiarando di aver vissuto conflitti, ha partecipato attivamente all’indagine.

Per quanto riguarda le materie, il condominio (34%) e i diritti reali (18%) sono gli ambiti più ricorrenti, seguiti dal risarcimento del danno derivante da veicoli (14%), la locazione, il comodato e l’affitto di aziende (13%) e i contratti assicurativi (7%). Invece, rispetto ai conflitti con gli enti pubblici, prevalgono quelli inerenti trasporti e viabilità (40%), i servizi pubblici locali (28%) e le telecomunicazioni (16%).
Riguardo gli strumenti di risoluzione, il 35% degli intervistati ha fatto ricorso all’autorità giudiziaria o, in alternativa, alla soluzione stragiudiziale (la transazione, nel 25% dei casi). Nel 23% dei casi i conflitti non sono stati risolti.

Il 40% degli intervistati ha dichiarato di conoscere la legge sull’”obbligo” di mediazione e circa il 70% ha sottolineato una certa “propensione” alla risoluzione alternativa delle controversie, ossia (66% di “sì” e 4% di “dipende dai casi”) si è dichiarato favorevole al tentativo di mediazione in caso di situazione di conflitto. Inoltre, tra i possibili strumenti alternativi al ricorso all’autorità giudiziaria vengono menzionati spontaneamente, oltre alla "mediazione" (34%), il "dialogo” (11%) e la “maggiore educazione” (9%), optando nel primo caso per una soluzione di tipo personale e nel secondo caso per una soluzione preventiva, demandata in particolare alla scuola e alla famiglia.
Circa i soggetti di fiducia, il 42% degli intervistati sa che esiste una figura preposta a gestire il procedimento di mediazione e in caso di conflitti si affiderebbe all’"avvocato" (21%), all’“elenco dei mediatori” (9%) o, in generale, a una “figura competente” (9%).

Conclusioni
Il rapporto purtroppo conferma la scarsa conoscenza della legge sulla mediazione come condizione di procedibilità, anche se emerge (forse in maniera sorprendente) l’aspettativa dei cittadini nel credere in una possibilità di percorsi alternativi alla giustizia ordinaria, che possano consentire di raggiungere il risultato di una tutela sostanziale in tempi accettabili. Secondo le note conclusive, “questo è uno dei riscontri più rilevanti ed incoraggianti dell’indagine e segna l’inizio di un cambiamento culturale nella mentalità del nostro Paese e di Roma in particolare”. Io, da persona cauta quale sono, mi limito ad aggiungere… “forse”.