domenica 14 ottobre 2012

Senato: presentate due interrogazioni sulla mediazione

Dal blog di Luca Tantalo


Il Sen. De Lillo, facendo seguito al disegno di legge sull’interpretazione autentica dell’articolo 5 del D.Lgs. del 4 marzo 2010, n. 28, al quale è stato assegnato il n. S. 3494 (DDL S3494), ha presentato due importanti interrogazioni al Ministro della Giustizia, sempre in materia di mediazione.

La prima riguarda, ancora una volta, la nota sentenza del Giudice D’Onofrio, la cui interpretazione viene definita, nell’interrogazione, come in contrasto con le norme comunitarie recepite nell’ordinamento italiano, e quindi non può essere condivisa. Di conseguenza, il Senatore chiede al Ministro se intenda attivarsi per promuovere l’approvazione del DDL avente ad oggetto l’interpretazione autentica dell’art. 5. Di seguito il testo integrale dell’interrogazione:

Atto n. 4-08363
Pubblicato il 9 ottobre 2012, nella seduta n. 810
DE LILLO - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che, a giudizio dell’interrogante, l’interpretazione offerta dalla sentenza emessa dal giudice di pace di Napoli, avvocato Alberto d’Onofrio, in data 23 marzo 2012, con la quale lo stesso ha deciso che l’art. 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, che prevede l’obbligo del tentativo di mediazione, non deve essere applicato in sede di controversie civili e commerciali perché superato dagli artt. 320 e 322 del codice di procedura civile che fanno riferimento alla facoltà (non all’obbligo) del tentativo di conciliazione, contrasta con le norme comunitarie recepite nell’ordinamento italiano e non può essere condivisa;
considerato che l’interrogante si accinge a presentare un apposito disegno di legge avente ad oggetto l’interpretazione autentica dell’art. 5, del decreto legislativo n. 28 del 2010,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi con iniziative di competenza per promuovere l’approvazione di un provvedimento legislativo di interpretazione autentica dell’art. 5 del decreto legislativo n. 28 del 2010.

La seconda riguarda i compiti di vigilanza, assegnati al Ministero, sugli organismi di mediazione, sui mediatori, sugli enti di formazione, sui formatori e sui responsabili scientifici.
Come noto, a tutt’oggi, cioè oltre un anno e mezzo dall’entrata in vigore della normativa, nessuno di questi controlli è stato ancora attuato, con il risultato della scarsa qualità del servizio offerto ai cittadini da alcuni Organismi e l’ulteriore conseguenza di offrire il fianco ai detrattori della mediazione. La mancanza dei controlli da parte del Ministero, infatti, non garantisce il rispetto della normativa da parte di alcuni Organismi, con le conseguenze appena descritte.

Con detta interrogazione il sen. De Lillo chiede quindi al Ministro se questi intenda dare attuazione a tutte le disposizioni previste in tema di vigilanza e controlli, con il chiaro intento di dare piena attuazione alle norme previste in materia dal Regolamento, in modo tale da garantire la piena qualità degli Organismi e di conseguenza del servizio offerto alla cittadinanza.
Di seguito il testo:

Atto n. 4-08364
Pubblicato il 9 ottobre 2012, nella seduta n. 810
DE LILLO - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:
il decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, ha introdotto in Italia un importante strumento per i cittadini e gli operatori di giustizia, volto a rendere più efficiente la risoluzione delle controversie;
il regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia n. 180 del 2010 attribuisce ai Ministeri della giustizia e dello sviluppo economico, ciascuno per le proprie competenze, specifichi compiti di vigilanza sugli organismi di mediazione, sui mediatori, sugli enti di formazione per mediatori, sui formatori e sui responsabili scientifici;
a quasi due anni dall’entrata in vigore del regolamento, i Ministeri non hanno dato completa attuazione alle disposizioni ivi contenute, in particolare per quanto riguarda la pubblicità e l’aggiornamento degli elenchi e per quanto concerne i controlli presso le sedi degli organismi e degli enti di formazione;
a quanto risulta all’interrogante la pagina del sito del Ministero della giustizia dedicato agli organismi di mediazione non contiene le annotazioni previste dall’art. 3 del regolamento, e non è aggiornato in merito alle sedi degli organismi di mediazione; il sito dedicato agli enti di formazione per mediatori non contiene le annotazioni previste dall’art. 17;
a quanto ancora risulta all’interrogante a causa della mancata attuazione di parte delle disposizioni del regolamento, l’istituto della mediazione e tutti gli organismi che operano nel più stretto rispetto della normativa subiscono gravi danni facilmente documentabili,
si chiede di conoscere:
se il Ministro in indirizzo intenda dare attuazione alle disposizioni contenute: nell’art. 3 del regolamento di cui al decreto ministeriale 18 ottobre 2010, n. 180, e, di conseguenza, rendere pubbliche tramite il sito Internet del Ministero le annotazioni del registro degli organismi abilitati a svolgere la mediazione; nell’art. 17, di conseguenza, rendere pubbliche tramite il sito le annotazioni dell’elenco degli enti di formazione abilitati a svolgere l’attività di formazione dei mediatori, intenda avvalersi dell’Ispettorato generale del Ministero, ai sensi degli artt. 3 e 17, ai fini della vigilanza sugli organismi di mediazione pubblici e privati, in particolare nel disporre ispezioni sul territorio, nonché della vigilanza sugli enti di formazione dei mediatori;
se intenda comminare le sanzioni previste all’art. 10 del regolamento in caso di riscontro di irregolarità, dichiarazioni false ed eventualmente annullare i titoli rilasciati tramite corsi di formazione non conformi;
se intenda segnalare eventuali comportamenti con rilievo penale alle autorità competenti;
se intenda assumere iniziative di competenza al fine di favorire un’interpretazione che chiarisca se sia corretto non applicare le disposizioni di cui all’art. 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, che prevedono l’obbligo del tentativo di mediazione, in sede di controversia civile e commerciale, ed applicare gli articoli 320 e 322 del codice di procedura civile, che fanno riferimento alla facoltà (non all’obbligo) del tentativo di conciliazione.

sabato 13 ottobre 2012

Nobel per la pace alla Unione europea. "Per oltre 60 anni in difesa della democrazia"



Il riconoscimento alla Ue "per i suoi sforzi per l'avanzamento della pace, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani". Barroso: "Anche nei momenti difficili siamo riusciti a dare ispirazione alla comunità internazionale". Monti: "Studiata e ammirata in tutto il mondo". Ma non tutti concordano. Farage, leader del partito indipendentista britannico: "Una disgrazia totale".

OSLO - Il premio Nobel per la pace 2012 è stato attribuito all'Unione Europea, che "per oltre 60 anni ha contribuito all'avanzamento della pace, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa". Un riconoscimento arrivato, a sorpresa, in una delle fasi più critiche dell'Unione, messa a dura prova dalla crisi economica.

Dando l'annuncio ufficiale ad Oslo il presidente del comitato norvegese Thorbjoern Jagland ha sottolineato come la Ue e i suoi predecessori abbiano contribuito "per oltre 60 anni alla pace e alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani". Motivando il premio 1, il comitato ha ricostruito le vicende storiche dal dopoguerra a oggi, con particolare attenzione alla crisi:"l'Unione Europea è attualmente in una fase di gravi difficoltà economiche e forti tensioni sociali". Ma, prosegue la nota, il comitato intende concentrarsi "su ciò che vede come risultato più importante dell'Ue: la lotta per la pace e la riconciliazione e per la democrazia e i diritti umani. Il ruolo di stabilizzazione svolto dall'Ue ha contribuito a trasformare la maggior parte d'Europa da un continente di guerra a un continente di pace".

Le reazioni. Fra le primissime reazioni quella del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che si è detto "onorato e toccato". Subito dopo, su twitter, il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso ha scritto: "è un grande onore per l'intera Unione europea e per tutti i 500 milioni di cittadini Ue essere premiati con il Nobel per la pace 2012". Più tardi, in conferenza stampa, Barroso ha commentato il premio dicendo che l'Unione europea "è qualcosa di molto prezioso per il bene degli europei e del mondo". Il riconoscimento, ha aggiunto, "dimostra che anche in questi periodo complicati siamo riusciti a dare ispirazione alla comunità internazionale. Il comitato per i Nobel sta lanciando un messaggio importante: l'Ue ha lavorato bene. E noi ne siamo onorati".

Per il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, si tratta di un enorme onore, e del "più forte riconoscimento possibile delle profonde motivazioni politiche dietro la nostra Unione". Angela Merkel sottolinea invece "l'incoraggiamento agli sforzi per la pace", nelle motivazioni del premio. E ammonisce: "Dico spesso che l'euro è più di una moneta" e "proprio in questo momento non lo dobbiamo dimenticare". […]

Non tutti però concordano. "Il Nobel all'Unione europea, quando Bruxelles e tutta l'Europa stanno collassando nella miseria. Il prossimo cosa sarà? Un oscar a Van Rompuy?" ironizza l'euroscettico olandese, Geert Wilders. Stesso registro per Nigel Farage, a capo del britannico Independence Party: "è una disgrazia totale", ha detto, "e porta discredito al premio Nobel". […]

 (12 ottobre 2012)

mercoledì 10 ottobre 2012

Unioncamere: con la mediazione obbligatoria risparmiati 123 milioni di €


Dal blog di Luca Tantalo (link)

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 09 ottobre

Ammonta a 123 milioni di euro il risparmio stimato prodotto da un anno e mezzo di mediazione obbligatoria presso le 101 Camere di commercio iscritte al Registro del Ministero della Giustizia. Il bilancio, messo a punto da Unioncamere in occasione della IX edizione della Settimana della conciliazione, si chiude con 30.331 procedimenti depositati

In concreto, cio' significa che oltre 60mila persone, imprese e consumatori, sono state chiamate a cercare di risolvere un contenzioso civile mediamente di 96mila euro in maniera "pacifica" al di fuori delle aule dei Tribunali. Nel 16% dei casi, la soluzione e' stata trovata in quella sede in soli 47 giorni lavorativi, attraverso un accordo soddisfacente per entrambe le parti. E questo solo per quanto riguarda la mediazione condotta dalle Camere di commercio, che oggi rappresentano il 12% del totale degli Organismi iscritti al Registro (931), sebbene gli sportelli di conciliazione camerali abbiano gestito in questo periodo il 17,5% dei procedimenti depositati. Se, infatti, si applicasse lo stesso esercizio alla quota dei procedimenti conclusi con successo gestiti da tutti gli organismi di mediazione iscritti al Registro del Ministero della Giustizia, allora il risparmio stimato salirebbe addirittura a oltre 480 milioni di euro. 

"La riforma della mediazione civile e commerciale - ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - ha finalmente introdotto con piena dignita' questo strumento nel nostro ordinamento giuridico. I risultati dell'attivita' delle Camere di commercio che proponiamo oggi danno pieno conto, io credo, di un impegno piu' che decennale a favore di una giustizia piu' a misura della societa' moderna, costruita sul dialogo anziche' sullo scontro. Questo diritto "mite" e' la conseguenza anche di un nuovo contesto culturale prima ancora che giuridico. Una giustizia giusta e una giustizia efficace devono diventare una priorita' per tutti gli attori economici ed istituzionali. Dobbiamo, tutti, contribuire a creare certezze sia per i nostri imprenditori sia per quelli stranieri, che potranno contare su un sistema della giustizia veramente moderno e capace di rendere attraente - e dunque piu' competitivo - il nostro Paese".

martedì 9 ottobre 2012

Sui bisogni e le esigenze primarie


Estratto di un articolo del Il Sole 24ore di ieri, riferito alla piramide dei bisogni di Maslow:

"Maslow sosteneva che saper riconoscere i bisogni dell'individuo favorisce un'assistenza centrata sulla persona. Questa scala di bisogni è suddivisa in cinque differenti livelli, dai più elementari, necessari alla sopravvivenza dell'individuo, ai più complessi, di carattere sociale. Il passaggio progressivo dell'individuo per i vari stadi determina la sua realizzazione.
I livelli di bisogno considerati da Maslow sono: 1. bisogni fisiologici, quali fame e sete; 2. bisogni di salvezza, sicurezza e protezione; 3. bisogni di appartenenza, quali affetto e identificazione; 4. bisogni di stima, di prestigio, di successo; 5. bisogni di realizzazione di sé, attraverso l’acquisizione della propria identità e la soddisfazione delle proprie aspettative, che favoriscono il raggiungimento di una posizione soddisfacente nel gruppo sociale.

Dunque, via via che si risale la piramide di Maslow, si passa da bisogni primari a bisogni che hanno implicazioni interrelazionali, agendo sulla propria autostima in relazione ai rapporti col prossimo. Nell’ottica della mediazione, si potrebbe affermare che la risoluzione del conflitto attraverso il riconoscimento e la soddisfazione dei reciproci bisogni consente agli individui di “salire” verso il vertice della piramide.

Risulta dunque evidente che questo tipo di attività, che mira a far emergere le aspettative, i bisogni, le richieste, non può svolgersi secondo schemi troppo rigidi e binari predefiniti, ma necessita della massima libertà d’azione."

Condivido in pieno il ragionamento dell’autore dell’articolo e mi permetto di integrarlo con un concetto tratto dal volume “Il negoziato emotivo” di Roger Fisher e Daniel Shapiro (vedi post), quello delle esigenze primarie. Queste, per gli autori, sono rappresentante da apprezzamento, affiliazione, autonomia, status e ruolo, ossia quel tipo di necessità umane che hanno una valenza interpersonale, poiché nascono nel contesto di ogni interazione. In questo modo, attraverso una migliore “apertura” verso i c.d. “bisogni sociali” ritengo che i conflitti, le loro cause e dinamiche possono essere descritte, e soprattutto spiegate, con maggiore chiarezza.

Ancora una volta ringrazio Stefania per il suggerimento J